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Lucidatura e controllo

Un reparto dedicato, e ogni pezzo guardato prima di essere imballato.

In controllo finale i difetti superficiali si eliminano con pasta abrasiva, senza riverniciare il particolare. È la differenza fra uno scarto e un pezzo conforme: su una finitura lucida è sufficiente un granello di polvere per rendere non accettabile un componente che, lucidato, rientra in specifica.

Carrelli di pezzi verniciati verdi e rossi, pronti per il controllo

Il controllo è su ogni pezzo, non a campione, ed è anche il momento in cui il materiale viene imballato: ciò che esce da questo reparto è pronto al montaggio.

Il procedimento

Che cos’è la lucidatura

La lucidatura è un’abrasione controllata del film di vernice: con paste abrasive a grana decrescente si asporta una frazione dello strato più esterno — il trasparente, o il monostrato quando il trasparente non è previsto — fino a eliminare il difetto superficiale. La grana iniziale rimuove, le successive richiudono la rigatura e ripristinano il grado di brillantezza.

Non va confusa con la lucidatura meccanica dei metalli, che agisce sul materiale: qui l’intervento resta all’interno dello strato di finitura e il substrato — polimero, alluminio o lamiera — non viene interessato. Da questo derivano le due conseguenze operative: la lavorazione è indipendente dal supporto e vincolata alla finitura.

I supporti

Su quali materiali si può lucidare

Poiché l’abrasione interessa il solo strato di vernice, la lavorazione si applica indifferentemente a particolari in materiale polimerico e metallico.

Materie plastiche
  • ABS
  • ABS/PC
  • PP · polipropilene
  • PC · policarbonato
  • PA · poliammide
  • PMMA
  • PVC
  • SMC · vetroresina
Metalli
  • Alluminio
  • Zama
  • Acciaio
  • Lamiera

Il criterio di ammissibilità è la finitura, non il supporto:

I difetti

Quel che la lucidatura risolve, e quel che non risolve

L’esecuzione

Reparto separato, e asportazione misurata

La lucidatura si esegue a mano, con pasta abrasiva, in un’area separata dalla verniciatura: il particolato che la lavorazione solleva, all’interno di una cabina, costituirebbe un difetto sul telaio successivo.

L’asportazione è misurata. Prolungare l’abrasione oltre il necessario modifica il grado di brillantezza nella zona trattata: a quel punto il difetto non è più l’inclusione iniziale ma la disomogeneità che ne risulta.

Un particolare lucidato correttamente è indistinguibile da uno privo di difetti e comporta un costo inferiore alla riverniciatura, in termini economici, di tempi di consegna e di impatto ambientale: un pezzo rifatto è un secondo ciclo completo di vernice, forno ed energia.

Il controllo

Controllo su ogni pezzo, non conformità registrate

I particolari conformi vengono contati e imballati; quelli da rilavorare sono separati e registrati con la causa — polvere, colatura, difetto dello stampato. È il dato che consente di distinguere una non conformità di processo da una del semilavorato in ingresso, e di correggere il ciclo anziché rilevare il problema alla consegna successiva.

L’imballo segue le specifiche dell’ordine, etichettatura della scatola compresa: il materiale arriva pronto per la linea di montaggio.

Verniciatura, stampa e controllo sono lavorazioni dello stesso stabilimento: le linee, le finiture e la tampografia si eseguono qui, sullo stesso particolare.